Regione Lombardia

Colombarone

Ultima modifica 27 ottobre 2017

di Giampaolo Gregori

Segnata con il n. 185 nel catasto settecentesco, provenendo da Caselle la cascina si trovava sulla sinistra all'inizio dell'abitato di San Martino in Beliseto, appena passata la roggia Gambara, che poco a monte alimentava una serie di canali che contornava un intero quartiere del borgo, scaricando poi le sue acque oltre il paese nella roggia Frata. A nord del grande fabbricato sul quale è oggi la cascina Colombarone, era disegnato nella mappetta dell'intero comune un grande giardino. Di fronte, a sud, oltre la fossa e la strada vi era una lunga fila di piccole case, tipica dei borghi fronteggianti i castelli.

Nella tavola censuaria del XVIII secolo la casa era intestata a Sigismondo Brumani e pervenne alla sorella Margherita Brumani Gadi nel 1781, quindi al figlio di questa Francesco Gadi nel 1783. Nel 1833 giunse a Giulio Carlo Stanga Trecco, ai cui discendenti rimase sino al 1892, quando Claudia STanga Trecco fu Vincenzo maritata Conti la vendette a Enea Sperlari e consorti.

Nella mappa del nuovo catasto (1901) la fossa che correva lungo il lato sud risultava tombinata, ma affiorava ancora a est attorno alla curva che saliva lungo la via Circondario verso la via Stretta Lunga e piegava poi a ovest per girare nuovamente verso nord, scorrendo lungo i lati est e nord della cascina Botto e finire nello snodo idraulico della roggia Gambara posto a nord ovest del Colombarone.

Probabilmente ricostruita in varie fasi nel corso dei secoli, il lato meridionale della cascina è costituito da una muraglia, che nasconde le antiche barchesse appoggiate all'interno, al cui centro vi è un bel portalino di gusto neoclassico che è esattametne di fronte all'ingresso della casa padronale, posta nell'ala nord oltre l'aia interna. Nella facciata settentrionale di questa casa sono ancora visibili i resti di una scarpa obliqua con resti di cordonatura.

La disposizione degli edifici ricalca sorprendentemente la situazione meglio conservata di Borgonovo Capello e induce, assieme agli altri elementi indicati, a presumere che nei secoli passati fosse l'edificio più importante del paese, buon indizio per individuarvi la zona del "castellare" di San Martino in Beliseto. La cascina ottocentesca è stata demolita in più parti per far posto a struttre agricole moderne, perciò la corte interna ha perduto ogni interesse.