Regione Lombardia

Presentazione: dai non-luoghi ai luoghi della storia e del racconto

Ultima modifica 14 aprile 2017

Carmine Lazzarini - Sindaco di Castelverde

Nella società dei non-luoghi, espressione felice usata dall'antropologo francese Marc Augé per caratterizzare l'uso degli spazi nel nostro tempo, privi di identità, di relazioni significative, di storia, come possono essere gli aereoporti, le autostrade, gli ipermercati, ma anche gli sterminati quartieri dormitorio delle metropoli, è un momento felice per un sindaco, da sempre appassionato di storia, di memorie, di racconti, vedere un luogo significativo, per non dire simbolico del proprio comune, fatto oggetto di uno studio serio e appassionato, che ne restituisce lo spessore, il valore, la vita nell'evoluzione storica.

Quando, alcuni anni fa, un gruppo di studiosi affrontò l'indagine sul territorio di Castelverde, che venne sintetizzata nel volume Castelverde. Storia di un territorio cremonese, emerse lo straordinario spessore dei luoghi caratterizzanti il contesto territoriale, a partire dalle cascine e dalla rete delle acque, che rimandavano ad un sistema castellato, di cui rimangono testimonianze direttamente visibili (come Breda de' Bugni, Cavallara, Mancapane, Licengo, ecc.), oppure toponimi estremamente significativi, quali Cascina Castello, Castelletto Anghinori, Dosso Baroardo (un baluardo castellato, dunque). Breda de' Bugni ne era la testimonianza più prestigiosa e pregnante, che con la sua storia stava a testimoniare un sistema difensivo, un sistema amministrativo, un sistema economico, una struttura architettonica, perfettamente integrati, attraverso cui la natura e l'attività umana si erano modellati a vicenda.

Dopo quello studio si prese l'impegno di favorire ulteriori ricerche,ed è stata una fortuna trovare giovani studiosi come Vittorio Cugola e Giorgio Roveri, indirizzati con grande perizia dal prof. Luciano Roncai e dall'arch. Elisabetta Bondioni, che hanno dedicato la propria tesi di laurea al castello di Breda de' Bugni, alla cascina ed al complesso produttivo che l'ha accompagnato nei secoli.

Grazie alla ricerca che qui viene sintetizzata, la vita del castello nelle sue diverse dimensioni ritorna alla luce, si precisa, si arricchisce di osservazioni importanti. Di conseguenza ne viene arricchito l'intero territorio, che è impegnato, anche grazie agli sforzi dei propri amministratori e ai cittadini che li sostengono, a respinere l'attrazione dei non-luoghi per rimanere un contesto territoriale dove l'identità ha ancora un significato, le relaizoni possono arricchirsi e svilupparsi, dove la storia del passato riesce ancora a nutrire il presente e a dargli un senso.